Gestire il multitasking senza stancarsi: strategie per affrontare le sfide quotidiane con energia e lucidità

Lorenzo Fogli

Febbraio 16, 2026

Quando si parla di multitasking, spesso si visualizza una persona in grado di gestire mille impegni contemporaneamente. Magari stai lavorando al computer, mentre rispondi a un messaggio sul cellulare e, nello stesso tempo, prepari la cena. Sembra tutto sotto controllo, vero? Eppure, la verità è che questa apparente efficienza ha un costo: stanchezza mentale e fisica. Ma perché il multitasking stanca così tanto? La risposta è complessa e merita un’analisi approfondita.

Il carico cognitivo del multitasking

Il cervello umano è un organo straordinario, ma ha i suoi limiti. Quando cerchiamo di gestire più attività contemporaneamente, il nostro cervello deve continuamente cambiare focus da un compito all’altro. Questo processo si chiama switching e richiede energie considerevoli. Gli studi dimostrano che, in media, perdiamo dal 20 al 40% della produttività quando ci distraiamo o cambiamo compito. La ragione? Ogni volta che passiamo a un nuovo compito, dobbiamo riadattare il nostro pensiero, il che richiede tempo e concentrazione. E non si tratta solo di un cambio di attività, ma anche di un cambiamento nella modalità di pensiero. Questo passaggio può generare un vero e proprio affaticamento mentale.

Un esempio pratico? Immagina di avere una scadenza importante e di dover gestire una chiamata mentre lavori su un report. Ogni volta che rispondi alla chiamata, perdi la concentrazione sul report, e quando torni a scrivere, devi riavviare il tuo pensiero e recuperare il filo. Questo non solo allunga il tempo necessario per completare il report, ma aumenta anche la sensazione di frustrazione e stanchezza. Lo raccontano i tecnici del settore: il multitasking non è solo una questione di tempo, ma anche di risorse mentali.

Strategie per gestire il multitasking in modo efficace

Detto ciò, non è necessario rinunciare completamente al multitasking. Esistono strategie che possiamo adottare per affrontare le sfide quotidiane senza sentirci sopraffatti. La prima è la prioritizzazione. Iniziare la giornata con una lista di compiti ben definiti può fare la differenza. Identifica quali sono le attività più urgenti e importanti, e concentrati su quelle. Questo ti permetterà di ridurre il numero di cambi di focus e, di conseguenza, di diminuire il carico cognitivo.

Un altro trucco è quello di dedicarti a un solo compito alla volta per periodi definiti, una tecnica conosciuta come pomodoro. Imposta un timer per 25 minuti e lavora su un compito specifico senza distrazioni. Quando il timer suona, fai una pausa di cinque minuti. Questo approccio non solo aumenta la produttività, ma ti consente anche di mantenere alta la concentrazione. Molti di noi sottovalutano il potere di una pausa: un momento di distacco può ricaricare le energie mentali e migliorare la lucidità.

Il significato delle pause e della mindfulness

È interessante notare come le pause siano fondamentali per il nostro benessere. Non si tratta solo di una questione di riposo fisico, ma anche di recupero mentale. Secondo diversi studi, le pause regolari possono aumentare la creatività e la capacità di problem-solving. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è il fatto che ambienti di lavoro frenetici e senza pause possono portare a un calo della produttività e a un aumento dello stress. Prendersi qualche minuto per camminare, respirare profondamente o semplicemente distogliere lo sguardo dallo schermo può fare miracoli.

Inoltre, la mindfulness può giocare un aspetto cruciale nella gestione del multitasking. Praticare tecniche di meditazione o semplicemente dedicarsi a momenti di consapevolezza può aiutare a mantenere la calma e a migliorare la concentrazione. Chi pratica regolarmente mindfulness riporta una maggiore capacità di focalizzarsi su un compito alla volta, riducendo così il bisogno di passare da un’attività all’altra. In questo modo, si può osservare un miglioramento nella qualità del lavoro e un abbattimento dell’ansia legata a scadenze e impegni.

FAQ

  • Quali sono i principali svantaggi del multitasking? Il multitasking può portare a un calo della produttività dal 20 al 40%, oltre a generare affaticamento mentale e fisico. Cambiare continuamente attività richiede energie significative e può aumentare la frustrazione.
  • Come posso prioritizzare i miei compiti quotidiani? Inizia la giornata creando una lista di compiti, classificando le attività in base alla loro urgenza e importanza. Concentrati su quelle più rilevanti per ridurre il carico cognitivo.
  • Cos’è la tecnica del pomodoro e come aiuta nel multitasking? La tecnica del pomodoro consiste nel lavorare su un compito specifico per 25 minuti, seguiti da una pausa di 5 minuti. Questo metodo aiuta a mantenere alta la concentrazione e a rinnovare le energie mentali.
  • È possibile migliorare la mia capacità di multitasking? Pur essendo difficile migliorare il multitasking, puoi ottimizzare il tuo approccio con tecniche di prioritizzazione e gestione del tempo, come la tecnica del pomodoro, per lavorare in modo più efficace.
  • Quali sono i segnali che indicano che il multitasking sta diventando dannoso? I segnali includono affaticamento mentale, difficoltà a concentrarsi, frustrazione crescente e un aumento dei tempi di completamento delle attività. Se noti questi sintomi, potrebbe essere utile rivedere il tuo approccio al lavoro.
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